I buoni propositi devono essere precisi

Ed eccoci arrivati anche quest’anno all’elenco dei buoni propositi, io sono una testona costante quindi di solito li mantengo ma quest’anno a monte ho impostato una riflessione più importante. Nelle lunghe ore di viaggio per e da Monaco di Baviera ho riflettuto sul volersi bene. Io mi amo tantissimo MA, in definitiva, non me lo dimostro. Se io fossi la fidanzata di me stessa mi romperei le balle in maniera colossale!!!

 

Mi sono chiesta se il fare tanto per gli altri e poco per noi dimostri qualcosa ma non ho una risposta. Però ho inserito tra i miei buoni propositi dedicare un’ora la settimana a me. Un’ora in cui potrei anche decidere di stare a far nulla, il nocciolo della questione sta nel decidere che l’ora successiva sarà solo mia. Perché come ho scritto nel titolo i buoni propositi devono essere precisi e possibilmente devono avere una scadenza.


Il secondo buon proposito è mangiare e bere meno ma farlo meglio. Questo nasce dal fatto che spesso dopo una giornata tremenda uno addenta anche pezzi di comodino o in una serata di svago pur di rilassarsi si beve anche aceto di vino. Quindi vorrei che fosse chiaro che questo è un proposito di miglioramento della qualità della vita, non l’ennesima dieta delle star! Per certi versi potreste pensare che questo proposito possa risultare oneroso ma in definitiva io credo di no. Per esempio se sono in astinenza da patatine mi costano 2 Eurini le Kettle Chips Black (un grande amore) e mi costano 2 Eurini quelle nel pacco gigante Taldeitali, solo che dopo le KCB sono appagata mentre dopo le Tdt mi sarà rimasta voglia di KCB.


Il terzo proposito è buttare (nel senso di disfarsi di oggetti, vendere su ebay, donare agli altri, dipende). Io non butto via mai niente, ma dopo aver guardato qualche puntata della serie degli accaparratori compulsivi ho capito che basta trascurare un campanello d’allarme per trovarsi a combattere con un problema. Quindi sono molto fiera di aver gettato all’istante il cerchietto che mi si è rotto, nonostante non abbia ancora trovato il suo sostituto. Viceversa per una cosa che entra almeno un’altra cosa deve uscire. Per esempio a fronte del nuovo reggiseno platino acquistato in saldo da Tezenis partirà uno dei vecchi reggiseni tanto carini che non metto da un secolo. La cosa più difficile per me sarà buttare una maglia consumata, ma ce la farò!


Il resto lo pubblicherò quando mi sarà chiaro e riuscirò a esprimerlo al meglio, nel frattempo vi lascio con il mantra che da un po’ mi accompagna: accetta le cose che non puoi cambiare (sintesi della più completa "Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio per cambiare quelle che posso e la saggezza per riconoscerne la differenza" di Reinhold Niebuhr)