Buoni propositi 2012-Parte seria

Parte seria


Sono diversi giorni che ci penso e non so cosa ripropormi per il nuovo anno. La prima cosa che ho pensato il 31/12-01/01 è stata: devo chiedermi spesso: io cosa voglio? Perché per tentare di fare felici tutti (ma poi la vera domanda è li faremo felici tutti quelli che proviamo a fare felici?) non si fa felice davvero nessuno. Leggevo, un mese fa circa, un articolo e parlava proprio del fatto che chi ha la tendenza al perfezionismo (che non esiste), alla fine vive peggio, io ci sono giorni in cui davvero provo a esserlo (e sbaglio, lo so) ma a fine giornata non sto meglio. E allora, so che non ci riuscirò ogni giorno, ma forse è meglio dire a se stessi “questo non riesco a farlo”. E non pensare che sia una sconfitta, ma piuttosto che abbiamo scelto, abbiamo dato priorità a qualcosa o che semplicemente abbiamo programmato troppe cose. Un’altra cosa alla quale da sempre ambisco è la calma, la pace, quella del maestro Miyagi che insegna a Daniel San, calma interiore, volontà nel non vedere scalfita la corazza in cui sale la rabbia (perché quella sale sempre), ripetere, invece di pensare che era già chiaro la prima volta, ascoltare soprattutto chi ha bisogno di parlare, respirare.