Un altro viaggio della speranza

Da quando ad aprile ho consolidato il mio rapporto con Sanremo mi trovo spesso sul treno nel weekend, partenza il venerdì sera, cambio a Savona e arrivo in serata al mare. Lo scorso venerdì mi sono svegliata, sono andata in ufficio, a pranzo sono tornata a casa, ho fatto la borsa, ho posato l’auto, preso il bus e sono tornata in ufficio. Alle 18 sono uscita, a piedi ho raggiunto la stazione, ho fatto il biglietto (tra l’altro firmiamo una petizione per mandare via la bionda della biglietteria del lingotto), acquistato acqua e giornali e atteso il mio treno delle 19 e 07. Partita in orario a Carmagnola il treno si ferma per un po’, passa la capotreno (altra tizia da far fuori) dicendo che hanno investito una persona a Racconigi e che il treno non si sa proseguirà o meno http://www.torinotoday.it/cronaca/morta-donna-stazione-racconigi-investita-treno.html (questa la notizia). Dispiaciuta chiaramente per l’accaduto valuto i tempi di reazione di un’azienda che non sa lavorare, efficienza non è una parola che rientra in questa società che vi ricordo ha avuto il coraggio di aumentare ulteriormente i prezzi questa estate. Da Carmagnola abbiamo atteso un po’ sul treno un po’ sulla banchina il nostro destino, a un certo punto ci viene comunicato che il treno tornerà a Torino e che noi saremo trasportati prima a Racconigi e poi a Cavallermaggiore da un bus sostitutivo (ringrazio di viaggiare sempre leggera). Arrivati a Cavallermaggiore nessuno ha la minima idea di quale treno prenderemo, un trilione di bambini scout o delle colonie è lì bloccato e il personale Trenitalia fa sempre pena. Un treno rimane fermo e non parte mai e alla fine credo che tutti siamo stati ricollocati nel treno partito da Torino alle 20 e 07, arrivato in ritardo e che ci ha fatto perdere le coincidenze con gli Intercity, morale della favola siamo giunti a Sanremo all’1 e 20 circa!!! Nell’umorismo nero che ci assale durante questi viaggi, non avendo nessuna risposta da dipendenti supponenti e arroganti, alla fine si fa amicizia. Iniziamo a chiacchierare in quattro: Rocky l’architetto, Asso la signora artistica (ha un negozio in cui dipinge stoffe vicino a via Garibaldi, Ivan l’ingegnere e ovviamente io. Poi conosciamo una ragazza che a Trenitalia lascia un bel gruzzoletto avendo i genitori in trasferta a Nizza e il fidanzato residente a Firenze, una ragazza di poche parole che andava a trovare i genitori ad Alassio e due signore con dei bambini tranquillissimo (sapete che non amo il genere quindi vi potete fidare). Insomma tra le tante virtù riconducibili al popolo italiano c’è quella di far comunella anche nei momenti di tensione, trasformando un viaggio stressante in una buona occasione per fare amicizia!