Zen

C’è qualcosa di poetico nell’essere in giro alle 4 e 22 del mattino. Nel mio tragitto, che immaginavo deserto, verso la stazione ho incontrato le persone che forse si vegliano ogni giorno a quest’ora. Gli addetti alla raccolta dei rifiuti nel bar di via Volta a prendere il caffè, il verduriere poco più avanti che sistemava le cassette di frutta e verdura. E poi in stazione. Davanti alla macchinetta dei biglietti ci sono i pendolari assorbiti da una discussione sociopolitica. Sul treno una ragazza bionda sembra molto più riposata della media, un agente immobiliare con il classico completo nero e cravatta in poliestere di un impobabile color glicine e, in generale, il silenzio. Un silenzio che non durerà siamo d’accordo, tra poco il treno sarà pieno, ma per ora nessun cellulare che squilla, nessun bambino che urla: la pace. Ora sta a noi svegliarci ogni tanto la mattina e guardare fuori. Avrei potuto esordire insultando Trenitalia e imprecando contro lo sciopero che mi ha costretta a questo alternativo giro mattutino. Ma oggi provo a non pensare al fatto che sono ad Alassio, il sole non è ancora sorto e io non sono uscita da Le Vele dopo una notte brava. Buona giornata a tutti